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Dott.ssa Chiara Satanassi

Dott.ssa Chiara Satanassi

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La fobia specifica si riferisce alla presenza di una paura intensa (che può arrivare al panico) per un particolare stimolo. Le più comuni si riferiscono ad alcuni animali (gatto, cane, ragni, ecc�) o alcune situazioni (rimanere chiuso in ascensore per esempio). In alcuni casi questa paura può diventare invalidante e non permettere lo svolgimento normale della quotidianità La Dott. Satanassi, Psicologa e Psicoterapeuta, può aiutare chi soffre di fobia specifica a superare la sua paura e migliorare così la qualità di vita.

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Che vuol dire stile educativo efficace?

Probabilmente le parole chiave potrebbero essere: rinforzo, modello, comunicazione, emozioni, rispetto e autorevolezza.

Rinforzo: Skinner, negli anni ’30, evidenzia scientificamente come è possibile modificare la probabilità di replica di un comportamento se esso viene seguito da uno specifico stimolo definito rinforzo (una lode, un premio). Questo vuol dire che è più efficace premiare un comportamento corretto che punirne uno sbagliato.

Dare attenzioni e lodi ai nostri figli mentre mettono in atto comportamenti per noi desiderabili e ignorarli durante i capricci, giocare con loro quando sono tranquilli e privarli della nostra attenzione quando urlano o fanno dispetti solo per farci stare li con loro.

Modello e comunicazione: qualunque cosa diremo ai nostri figli non varrà come un singolo gesto fatto. I bambini imparano da noi ad esprimere le emozioni, a scegliere il comportamento giusto da mettere in atto, a parlare. E' importante quindi il modo in cui noi ci esprimiamo con loro più che il contenuto.

Immaginiamo una madre arrabbiata con il proprio bambino, probabilmente gli urlerà contro, è possibile anche che lo minacci di "riempirlo di botte". In questo caso il messaggio che arriverà al bambino è "quando sono arrabbiato devo urlare contro l'altro, picchiarlo e minacciarlo" e sarà talmente tanto spaventato dal comportamento della madre che non riuscirà a sentire neanche quello che lei gli sta dicendo.

I bambini sono sono degli eccellenti osservatori, molto più di noi adulti. Ci osservano continuamente e credono che qualunque cosa facciamo sia la cosa migliore.

Rispetto: possiamo pretendere rispetto dai nostri figli solamente se siamo i primi a rispettarli, basare la propria educazione sulla paura potrà funzionare fin quando il nostro cucciolo non diventa grande, e allora probabilmente farà con noi quello che gli abbiamo insegnato a fare.

Autorevolezza: essere autorevole vuol dire essere rispettati dall'altro per meriti e non per minaccia, vuol dire creare un legame con il proprio figlio che rimarrà per sempre.

Emozioni: Insegniamo ai nostri figli che se son tristi possono piangere, se sono spaventati possono chiedere aiuto, se sono arrabbiati possono comunicarlo senza dover alzare la voce o picchiare. Insegniamogli che tutte le emozioni sono fondamentali nella vita e che è importante esprimerle senza mancare di rispetto all'altro.

Quelli che oggi sono solo bambini fra qualche anno saranno adulti e condurranno la loro vita in base agli insegnamenti dei loro educatori.

Esistono dei Parent Training costruiti ad hoc per genitori che vogliono conoscere strumenti e modalità efficaci per relazionarsi ai loro figli: una procedura di formazione finalizzata all’apprendimento di competenze utili nella gestione dei comportamenti dei figli. Le attività servono a dare informazioni, motivare i genitori, promuovere il cambiamento e sperimentare le nuove abilità in un setting protetto.


Dott. Giovanni De Gregorio e la Psicosintesi

Il Dott. Giovanni De Gregorio si occupa da diversi anni di Psicosintesi.

Ha fondato la scuola di psicosintesi (Centro di Psicosintesi Clinica a Castellamare di Stabia) questo il sito internet per maggiori informazioni: www.scuolapsicosintesi.com.

Altro sito sul quale trovare informazioni sempre riguardo la scuola di psicosintesi è questo: www.psicosintesinapoli.it.

Se invece volete maggiori informazioni sul profilo professionale del Dott. Giovani De Gregorio, Psicologo & Psicoterapeuta che opera tra Castellammare di Stabia e Sorrento; potete approdare direttamente al suo sito ufficiale: www.giovannidegregorio.it, o potete vedere i suoi video e avere maggiori informazioni sulla psicosintesi visitando direttamente il suo: canale su you tube.




Educazione Interculturale

Il ventaglio delle differenze presenti nelle nostre scuola si sta sempre di più aprendo e divenendo un fatto naturale. Accogliere le persone è una dimensione dell'interculturalità e comporta costruire nella scuola un clima per cui tutti possono starvi ritrovarsi bene o in modo soddisfacente senza ignorare le differenti appartenenze. Per bambini provenienti da un altro Paese, sia che abbiano ricordo diretto dell'ambiente lasciato, sia che non abbiano conosciuto il Paese di origine dei genitori se non dai racconti o per brevi viaggi, diviene importante nel costruire la propria identità il modo in cui sarà gestita la dialettica tra cultura d'origine e quella d'approdo.

Compito della scuola è quello di considerare come situazione ordinaria e come risorsa formativa il fatto che sempre di meno le relazioni e le interazioni fra individui sono regolate dalla vicinanza o lontananza spaziale e che sempre di più le differenze sono componenti della quotidianità. Il primo compito dell'educazione interculturale è imparare a stabilire e a gestire le relazioni e gli incontri con le differenze introdotte negli spazi di vita da chi è lontano e da chi ci vive accanto. Entrando nel merito delle strategie operative, sono stati delineati quattro possibili percorsi e attenzioni:

  • attenzione alla relazione, attraverso l'attivazione nella scuola di un clima di apertura e dialogo;
  • attenzione ai saperi, attraverso l'impegno interculturale nell'insegnamento disciplinare e interdisciplinare;
  • attenzione all'interazione e allo scambio attraverso lo svolgimento di interventi integrativi delle attività curricolari;
  • attenzione all'integrazione attraverso l'adozione di strategie mirate, in presenza di alunni stranieri.

L'educazione interculturale è quindi un approccio per rivedere i curricoli formativi, gli stili comunicativi, la gestione educativa delle differenze e dei bisogni di apprendimento.

Nell'educazione interculturale da zero a sei anni, i temi che vengono maggiormente esplorati hanno a che fare con:

1. la relazione positiva con tutti i genitori, che si esprime anche attraverso l'attenzione alle modalità di cura dei bambini venuti da lontano e alla interazione adulto/bambino in contesti e culture diverse;

2. la narrazione di storie, fiabe e racconti di qui e d'altrove che permettono di esplorare tempi e spazi diversi, di mettersi nei panni di personaggi differenti;

3. l'attenzione alla percezione delle differenze da parte dei bambini e al rischio di una rappresentazione degli altri svalorizzante e stereotipata.

Nella scuola dell'obbligo si fa educazione interculturale collocando i progetti e le azioni soprattutto su tre dimensioni: quello cognitivo e dei saperi, quella affettiva e delle relazioni, quello specifico e dell'accoglienza.


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